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<div>Un&rsquo;opportunit&agrave; valida nelle 13 citt&agrave; dell&rsquo;Emilia-Romagna con pi&ugrave; di 50 mila abitanti, resa possibile grazie all&rsquo;investimento della Regione di 6 milioni di euro l&rsquo;anno.</div>
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<div>&ldquo;Si tratta di un provvedimento a mio avviso straordinario per il significato che questa scelta porta con s&eacute;: quella dell&rsquo;ambiente e di una migliore qualit&agrave; della vita nei nostri centri urbani- afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini-. Un forte incentivo all&rsquo;uso del treno e dei trasporti pubblici comporta benefici sotto tutti i punti di vista: dal minor traffico alla sicurezza stradale nelle nostre citt&agrave;, dal minor inquinamento ai risparmi nella spesa sostenuta per spostamenti che spesso sono per lavoro e studio. Questa Regione- prosegue- ha messo al centro la sostenibilit&agrave; ambientale e la qualit&agrave; dell&rsquo;aria, per dare una risposta efficace e concreta alle esigenze di mobilit&agrave; dei cittadini. Una scelta condivisa con gli enti locali, le societ&agrave; di trasporto pubbliche e private, i sindacati e le parti sociali con la firma, sei mesi fa, del Patto per il trasporto pubblico regionale e locale 2018-2020, che prevede complessivamente investimenti per quasi 2 miliardi e i cui obiettivi sono il rafforzamento e il miglioramentosia del settore ferroviario sia il trasporto dei bus urbani&rdquo;.</div>
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<div>&ldquo;Un altro importante passo avanti nella mobilit&agrave; sostenibile e nell&rsquo;integrazione tra ferro e trasporto pubblico su gomma nelle citt&agrave;- afferma l&rsquo;assessore regionale alla Mobilit&agrave;, Raffaele Donini-. Il trasporto pubblico urbano &egrave; molto pi&ugrave; capillare di quello ferroviario e la stretta connessione tra i due sistemi rende l&rsquo;uso dei mezzi pubblici pi&ugrave; competitivo rispetto all&rsquo;uso dell&rsquo;auto. Per i cittadini, dunque, un ulteriore risparmio: il mezzo pubblico, gi&agrave; pi&ugrave; conveniente, lo diventa sempre di pi&ugrave;&rdquo;.</div>
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<div>Da segnalare che l&rsquo;integrazione tariffaria &egrave; valida anche per gli abbonamenti con destinazione o partenza da una delle 13 citt&agrave; indicate e arrivo o partenza da fuori regione (ad esempio Piacenza-Milano) a condizione di avere la residenza in Emilia-Romagna.</div>
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<div>Autobus, citt&agrave;, SetaCome funziona &ldquo;Mi muovo in citt&agrave;&rdquo;</div>
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<div>Chi possiede un abbonamento ferroviario annuale e mensile sopra i 10 chilometri, validato dal prossimo 1^ settembre e con partenza e/o destinazione da una delle 13 citt&agrave; dell&rsquo;Emilia-Romagna con pi&ugrave; di 50mila abitanti, potr&agrave; viaggiare gratuitamente sui bus urbani delle stesse citt&agrave;. Si tratta di: Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Ferrara, Ravenna, Cesena, Forl&igrave;, Rimini, Carpi, Faenza, Imola.</div>
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<div>In totale sono 58mila gli abbonati che godranno dell&rsquo;integrazione tariffaria treno/bus urbano. In gran parte si tratta di abbonamenti ferroviari con partenza e/o destinazione da una delle 13 citt&agrave;, ai quali si aggiungono circa 8mila abbonamenti al servizio ferroviario che usufruiscono dell&rsquo;integrazione al servizio urbano (oggi a pagamento) che risparmieranno una cifra tra 110 e 180 euro all&rsquo;anno a seconda della citt&agrave; su cui usufruiscono dell&rsquo;integrazione. Gli abbonamenti annuali e mensili dovranno essere caricati sulla tessera &ldquo;Mi muovo&rdquo; emessa dalle aziende del traporto pubblico locale oppure sulla tessera &ldquo;Unica&rdquo; emessa da Trenitalia.</div>
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<div>Il Patto per il trasporto pubblico regionale e locale 2018-2020</div>
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<div>&Egrave; stato firmato lo scorso 11 dicembre dal presidente Bonaccini e dai rappresentanti di enti pubblici, Citt&agrave; metropolitana di Bologna, societ&agrave; di gestione pubbliche e private e parti sociali. L&rsquo;intesa, siglata a Bologna nella giornata nazionale degli Stati generali per il trasporto pubblico, prevede impegni e investimenti a carico di ogni firmatario, per arrivare a ridisegnare sia il settore ferroviario sia il trasporto dei bus urbani. Una realt&agrave; che in Emilia-Romagna interessa oltre 1 milione di passeggeri al giorno (850 mila su gomma e 150 mila su ferro) e 7.230 lavoratori in aziende che, insieme, hanno un fatturato annuo di 650 milioni euro.</div>
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<div>Accanto al rinnovo pressoch&eacute; totale del materiale rotabile ferroviario entro il 2019 e di un ulteriore 20% dei mezzi sulle strade entro il 2020 (75 nuovi treni e 600 autobus), il patto prevedeva appunto l'integrazione tariffaria ferro-gomma, e poi la bigliettazione elettronica. Per il nuovo materiale &egrave; previsto un investimento di risorse pubbliche pari a oltre 900 milioni di euro che, sommati alle risorse previste nel piano triennale di ammodernamento delle stazioni, superano 1 miliardo di euro.&nbsp;</div>
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<div>Entreranno in servizio 96 nuovi convogli, di cui 75 entro il 2019, grazie ad un investimento complessivo di 750 milioni di euro. Inoltre, &egrave; di 50 milioni di euro l&rsquo;investimento nel biennio 2017-2018 per riqualificare 12 stazioni dell&rsquo;Emilia-Romagna.Sempre entro il 2020 saranno rinnovati 600 nuovi autobus grazie ad un investimento di 160 milioni di euro, di cui 80 a carico del bilancio regionale. Saranno cos&igrave; sostituiti i mezzi pi&ugrave; obsoleti della flotta: dopo i 191 nuovi bus (diesel euro 6) arrivati nel 2017, 70 (a metano, ibridi o elettrici) circoleranno nel 2018 e i restanti 339 entro il 2020.</div>]]></description><pubDate>Thu, 19 Jul 2018 14:17:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
